431 Gli argomenti del corso

Gli argomenti del corso

La Didattica Breve: una breve introduzione all’argomento. 800

La Didattica Breve ( DB ) è un insieme di metodologie, procedure e strategie capaci di velocizzare l'insegnamento delle varie discipline nel rispetto del rigore scientifico. Tra i modelli didattici la DB può inserirsi tra quelli cosiddetti dell’oggetto mediatore. Le nozioni scolastiche hanno la loro importanza, funzionano come utensili disciplinari e fungono da amplificazione delle strutture cognitive del soggetto in apprendimento. La specificità di questi modelli sta appunto nella mediazione tra i due processi dell'insegnamento e dell'apprendimento, che può aver luogo solo a partire dagli oggetti culturali ( nozioni, concetti disciplinari,..)  ( E. Damiano )

Così il Prof. Filippo Ciampolini, ideatore di questa metodica, ne riassume la storia.

“La DB alla fine degli anni '70 era nata per rispondere soprattutto a esigenze di aggiornamento rapido dei docenti.(…) Si pensò allora di mettere a punto una metodologia da applicarsi fra docenti universitari per il trasferimento rapido del sapere in sede di aggiornamento. Questi discorsi apparivano interessanti anche per il mondo delle imprese, sensibile ancor più al problema della rapidità dell’obsolescenza delle conoscenze. Anche la scuola mostrò un certo interesse iniziale per la DB, tanto che nella seconda metà degli anni '80  il Ministero della Pubblica Istruzione invitò nostri ricercatori a  tenere alcuni corsi di aggiornamento sulla DB, rivolti a docenti della media superiore. Fu la Direzione 550 Generale Tecnica quella ci rivolse per prima la sua attenzione.


Essendosi tuttavia, in tale occasione, manifestata l’obiezione della non trasferibilità della DB agli allievi, nei vari corsi successivi, capimmo una cosa importante: che i docenti quando si aggiornano lo fanno soprattutto per i loro studenti. Questa scoperta, fece decidere anche noi; da quel momento in poi anche gli studenti furono nel mirino della DB. Questa decisione rappresentò un vero e proprio giro di boa della DB. I corsi di aggiornamento si arricchirono infatti di una bidirezionalità di formazione: noi  ricercatori insegnavamo ai docenti i fondamenti della DB, loro insegnavano a noi (in gran parte provenienti dall'Università, il mondo degli studenti della media superiore. Siamo sinceramente grati alla scuola militante di aver reagito in quel modo, anche perché, se oggi possiamo dire qualcosa di attendibile anche al di fuori della DB, più precisamente nel delicatissimo settore del recupero scolastico, questo lo dobbiamo certamente a quel cambio di orientamento e di mentalità che la DB ha effettuato.

 ( Filippo Ciampolini, La 550 didattica breve, Il Mulino, 1993 )

Come già precisato la Didattica Breve è una metodologia capace di velocizzare l'insegnamento delle varie discipline nel rispetto del loro rigore scientifico. L'ottica pragmatica e operativa della DB la esime dall'obbligo di esibire riferimenti assiologici univoci. La costruzione del "modello didattico", è avvenuta di pari passo col lavoro di Ricerca Metodologico-Disciplinare ( RMD ) operato da insegnanti della scuola superiore, che hanno prodotto concreti materiali, scientificamente rigorosi e capaci di consentire un significativo risparmio di tempo, non già mediante una riduzione quantitativa dei contenuti, ma attraverso una loro ristrutturazione e razionalizzazione. Una brevità che scaturisce soprattutto dalla ricerca di chiarezza, di semplicità e di pulizia logica.

Anche se il  terreno più propizio all'applicazione della DB fu rappresentato inizialmente dalle discipline scientifiche, ben presto anche le discipline umanistiche si impegnarono su questo terreno. Ciò che un 549 ifica profondamente le applicazioni scientifiche e umanistiche sono, al di là delle procedure, l'idea dell'unità del sapere, la ricerca della transdisciplinarietà, e soprattutto la convinzione che il rinnovamento dell'insegnamento deve conseguire dalla ricerca disciplinare.

Le discipline scientifiche e, ancor più, quelle tecnologiche, sono caratterizzate da un numero rilevante di applicazioni, cui sono sottesi pochi principi basilari. La ristrutturazione e razionalizzazione della materia consiste nel ricondurre le molte applicazioni ai pochi principi, prima smontando
( distillazione ) la disciplina nei suoi pezzi elementari, poi rimontandola in forma breve. Tale procedimento è possibile, seppur con strategie diverse, anche nell'area umanistica.

Spesso le materie umanistiche presentano, al pari di quelle tecniche, un numero elevato di strutture 557
( ad esempio linguistiche ) che rinviano a
poche funzioni ( ad esempio sintattiche ). In questi casi si tratta di ordinare la materia, solitamente presentata in modo disordinato e paratattico, senza una gerarchia né una strutturazione precisa o chiaramente esplicitata, in modo da fare emergere il suo statuto, le sue logiche profonde, i suoi nodi concettuali portanti. E’ da tale razionalizzazione che discende la p 570 ossibilità di un insegnamento più "breve" e soprattutto qualitativamente migliore. Naturalmente esistono, soprattutto nelle discipline umanistiche (ma non solo in queste) aspetti e attività per i quali non ha senso parlare di brevità. Che senso avrebbe proporsi di accelerare il momento della libera e piacevole fruizione di un testo letterario? Così nell'insegnamento della filosofia, disciplina incentrata sulla riflessione rigorosa del significato, che senso avrebbe velocizzare la meditazione, che per sua natura è lenta e paziente? Se mai il rapporto tra questi momenti refrattari alla velocizzazione e la DB è nel fatto che questa consente, anticipando rapidamente gli aspetti fondamentali della materia ( lo zoccolo duro), di ritagliare maggior tempo per attività lunghe quali il recupero linguistico e logico-matematico. Occorre cioè una didattica breve, per fare all'occorrenza una didattica lunga, relativamente ad abili 550 tà e competenze di base irrinunciabili.
 La DB valorizza dunque alcuni saperi irrinunciabili, le abilità linguistiche e logico-matematiche come abilità trasversali e propedeutiche allo studio delle varie materie. Inoltre guarda con favore alla progettazione modulare ( soprattutto alla modularità transdisciplinare  e a quella di carattere propedeutico di accesso alle discipline ). Riconosce il ruolo fondamentale delle metaconoscenze, delle corrette metodiche di studio, dello studio guidato e del recupero di qualità di profilo curricolari, per realizzare una progressiva autonomia dello studente nel lavoro scolastico.

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Programma del corso – La DB e le sue prospettive di impiego
1° incontro – La prospettiva metodologica
-        Le metodiche della DB nella prospettiva dell’autonomia scolastica e della riforma della secondaria superiore. Ambiti possibili di applicazio 533 ne, coinvolgimento dei dipartimenti e incidenza sulla struttura organizzativa interna dell’istituzione scolastica.

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L’attualità del disciplinarismo, l’importanza degli statuti disciplinari e delle epistemologie di riferimento. Complessità del reale, reticolarità e trasversalità delle conoscenze.
Gli strumenti della DB: distillazione verticale ed orizzontale, sequenzialità e reticolarità, mappe concettuali, inventario degli argomenti, le fasi della Ricerca Metodologico Disciplinare, sequenze di insegnamento, zoccolo duro, pertinenze e ricorrenze, macrologiche e micologiche disciplinari, didattica a carte scoperte, sistemi – programma. Un esempio 57D ciampoliniano.

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Discipline nomotetiche ed idiosincratiche – Il rapporto tra materie scientifico-tecnologiche ed umanistiche – Due possibilità di realizzare percorsi di Didattica Breve.

 La prospettiva psicopedagogica e didattica

-   Comportamentismo e cognitivismo. Il contributo del cognitivismo alle attività di     
     insegnamento ed apprendimento. La tassonomia per obiettivi di Bloom.
-   Tre modi di conoscere: reti proposizionali, produzioni e procedure, immagini e schemi
-   Il costruttivismo e il ruolo dei laborat 27A ori
-   Modelli, processi  e sistemi, concetti strutturanti nella progettazione di percorsi di DB
-   Due logiche procedurali: Top-down e bottom-up
-   Esemplificazioni disciplinari e trasferibilità multidisciplinare.

 2° incontro – Il recupero e la prospettiva organizzativa in chiave curricolare

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-         La modularità: tipologie di moduli

-         Saperi formali e sistematicamente strutturati nell’ottica modulare

-         Il modulo zero: come strutturare la fase di accoglienza

-         Il ruolo delle parole chiave nell’accesso ai saperi disciplinari

-         Modello Salerno e Modello Fontana – Il recupero di qualità

Un approfon 4FE dimento. Linguaggi testuali, simbolici, grafici, multimediali

-         Il problema dei linguaggi testuali: un modello di tipo integrativo

-         La comunicazione in classe. Come coinvolgere gli alunni all’impiego di codici formali

-         Dalla pianificazione concettuale all’esposizione

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-         Dalla progettazione di un testo argomentativo alla stesura dell’elaborato. Esercizi di revisione

-         Esercizi su codici linguistici 550 simbolici

-         Esercizi su codici iconici e figurativi

       Alcune puntualizzazioni in chiave di curricolarità -  Flessibilità delle attività e possibili mediazioni didattiche

 - Il concetto di facilitazione linguistica e logico pr 290 ocedurale – Alleggerire il carico cognitivo

- Una facilitazione di formati ( codifica e ricodifica )

- Analisi del compito, perlustrazione, analisi delle parti, riflessione e ricognizione sul compito. Revisione

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- Top down e buttom-up: due metodi per operare conoscenza

- Nuclei fondanti delle discipline come risposta a bisogni: cognitivi, sociali, comunicativi, relazionali, affettivi…..

- Compiti concreti, contestualizzati e funzionali alla comunicazione

- Inter-personale e intra-personale. Comunicare e rappresentare le conoscenze

- Essenzializzazi 2B0 one dei contenuti. Significa evidenziarne la struttura sottesa e generalizzabile dei fenomeni

- Il concetto di modellizzazione – Schemi anticipatori di Ausubel

- Brevità non come sommarietà ma come relazionalità interna e strutturale dei contenuti 550 – Ricorrenze

- Campionature di fenomeni – problemi strutturalmente significativi

- Sistematizzazione delle conoscenze ( elenchi, scalette, mappe, cronologie, sistemi, data base, archivi, glossari..)

- Inserimento nei curricola dei segmenti didattici effettuati  in scuola ospedaliera

- Assicurare l’archiviazione delle attività ( portale con chiavi di lettura e navigazione ) – Il concetto di arch 294 ivio

- Rapporti tra memoria e archivio – Il computer come amico: è memoria potente e sempre presente

- 51E Operatività ( con abilità e competenze ) come occasione di investimento emozionale nell’attività

- Transfer assicurati dal metodo di lavoro ( trasversalità abilità e interdisciplinarietà )

- Formati dei segmenti didattici ( moduli – Unità di Apprendimento ) – iper-progettualità

- Presentazione di contenuti in Power point. ( Organizzare, proceduralizzare )

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- La multimedialità e le sue logiche di progetto ( seriare, categorizzare, gerarchizzare, analogizzare, relazionare )

- Le mappe concettuali, cognitive, mentali, il brainstorming
- La multidedialità e l’impiego di codici linguistici plurimi

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- Il linguaggi dell’arte ( figurativi, musicali ) e l’integrazione con gli altri linguaggi.

- La pratica comunicativa in L2 -  La corrispondenza con un alunno straniero – Impiego di strumenti informatici

- Strategie per facilitare la risoluzione di problemi ( problem solving )

- Il linguaggio scientifico. Come utilizzarlo? Giornali e portali, ambienti e loro rappresentazioni. Le simulazioni
- Il territorio riprodotto, rivisitato, fotografato, in attesa della sua riappropriazione
- Scale di rappresentazione e di analisi dell’ambiente-territorio ( geografia, scienze della terra….. )

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 Roberto Crosio
Supervisore SIS Un.Torino – Area linguistico-letteraria

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